Chi siamo

Cucina migrante è  il progetto innovativo che la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata mette in campo nella convinzione che l’integrazione multiculturale possa avvenire anche attraverso il cibo.

Il cibo è cultura, il cibo è casa, il cibo è convivialità, lo è soprattutto per chi non ha scelto di scappare dalla propria casa.

I volontari e gli operatori della Fondazione, insieme al presidente Betty Williams, premio Nobel per la Pace credono nel valore del cibo e nella sua capacità di alimentare un sogno: il sogno di vivere una vita migliore.

Nell’approdare a culture altre, sorge il naturale desiderio di rimanere ancorati alla propria identità, di tenere aperti i collegamenti con le proprie radici. Il cibo è il ponte verso i propri affetti, verso i propri luoghi. Cibo, quindi inteso come sostentamento non solo fisico, ma anche spirituale come espressione di un’esperienza sensoriale che scavalca i confini dello spazio e del tempo.I nostri ospiti si trovano a dover affrontare un processo di adattamento non privo di difficoltà.Così si è pensato al modo più semplice per conoscersi: cucinare. La preparazione di piatti è stata un’occasione per parlare di culture, di diversità ma anche di somiglianze; tanti piatti di diverse origini, nonostante abbiano nomi diversi e provenienze diverse in realtà si somigliano.

Nasce così nel 2012, presso la sede di Sant’Arcangelo, il workshop di cucina “Incontrarsi Cucinando”. Il successo del workshop è andato al di là delle aspettative più ottimistiche ed è proseguito nell’attuazione del progetto per le scuole “Costruiamo insieme la città della Pace” alla fine del 2013. Infatti, su richiesta di alcuni docenti, si è strutturato un percorso sul cibo multietnico con l’Istituto Professionale Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera “U. Di Pasca” di Potenza. Si è così realizzato uno specifico progetto formativo sulla cucina multietnica, terminato nel gennaio 2014, e promosso nell’ambito del percorso IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) organizzato dall’Agenzia formativa della Provincia di Potenza, rivolto a circa 40 alunni. Per far si che quelle ricette e quelle storie non andassero perdute, sono state realizzate tre puntate di una trasmissione per la web radio in cui giovani immigrati, rifugiati e italiani insieme hanno raccontato musiche, costumi ed esperienze nuove. Attraverso l’iniziativa si è voluto dare valore alla diversità, rendere il confronto un’opportunità, un modo per ripensare l’integrazione a partire da chi la vive attraverso un format narrativo innovativo. L’esperienza del workshop è diventata anche il contenuto per il libro di testo del percorso IeFP “Incontrarsi cucinando”: un ricettario multietnico in italiano, inglese ed arabo. Si è passati pian piano da una fase sperimentale ad una più strutturata partendo dall’interesse reale che si è riscontrato sull’argomento e confrontandosi anche con i temi pratici del reperimento degli ingredienti. Infatti i nostri ospiti, essendo accolti in piccoli centri della Basilicata, incontrano grandi difficoltà nel reperire gli alimenti per la preparazione dei piatti della cucina tradizionale. Per poter dare una risposta a questa esigenza concreta abbiamo pensato di dar vita ad un Gruppo di Acquisto Solidale.

Cucina migrante si configura quindi come un progetto di ampio respiro che ha come scopo quello di dare risposte concrete ai bisogni espressi dal sistema di accoglienza presso il quale operiamo e delle comunità locali ospitanti attraverso la cultura del cibo come chiave di sviluppo e d’integrazione.

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